Frequently Asked Questions

Risposte alle domande frequenti
Perché scegliere l’Omeopatia?

perché è una terapia efficace,  è sicura e priva di effetti tossici, cura sia il fisico che la mente, è rispettosa dell’ambiente,  è economica.

Inoltre, cosa molto importante,  l’assunzione non è stressante per l’animale.

Come si distingue l’omeopatia da altre medicine ovvero sistemi terapeutici non convenzionali?

1. SISTEMI TERAPEUTICI (richiedono specifiche competenze)

a) Medicina  Omeopatica:

Utilizza esclusivamente medicinali omeopatici unitari, sottoposti a sperimentazione patogenetica pura sull’uomo sano. Nell’ambito si distinguono due correnti teoriche principali: Omeopatia Classica o Unicista (termine utilizzato solo in alcuni Paesi) e il Pluralismo Costituzionalista

b) Medicina  Antroposofica:

La base teorica e il metodo clinico e prescrittivo sono stati formulati e codificati da Rudolf Steiner a partire dal 1920 circa; utilizza medicinali omeopatici unitari o complessi

c) Omotossicologia (o medicina biologica):

Ha una sua consolidata identità, la base teorica e il metodo clinico sono stati formulati dal Dr. H. H. Reckeweg (1905-1985); utilizza medicinali omeopatici unitari o complessi e medicinali non sottoposti a sperimentazione pura.

d) Altre  terapie:

Ad esempio, la cosiddetta “omeopatia di risonanza”, che utilizza oltre alla diagnostica convenzionale anche particolari apparecchiature elettrodermiche per identificare il medicinale omeopatico adatto. Utilizza prevalentemente complessi.

2. OMEOTERAPIE COMPLEMENTARI
a) Complessismo:

Limita la prescrizione alla semplice sindrome clinico-sintomatologica, senza esigere la classica personalizzazione sul paziente; la prescrizione del complesso omeopatico viene effettuata sugli schemi nosologici della medicina convenzionale; non è una terapia omeopatica;

b) Immunoterapia  Omeopatica:

terapia di modulazione del sistema Immunitario attraverso sostanze attive sullo stesso, derivate dagli studi della medicina ufficiale; utilizza per lo più medicinali complessi;

c) Organoterapia:

terapia in cui la prescrizione del medicinale è mirata sull’organo da trattare, con effetto di stimolo o regolazione o inibizione delle relative funzioni; utilizza medicinali unitari fabbricati omeopaticamente, a partire da vari tessuti e organi.

d) Isoterapia:

terapia che non utilizza il rimedio “simile (omoios)”, ma “identico (isos) “: si somministra la stessa sostanza che ha provocato uno stato patologico, la quale, preparata omeopaticamente a dosi infinitesimali, può svolgere un effetto curativo;

In pratica, solo un medico  un veterinario che prescrivano un rimedio omeopatico scelto in base alla totalità ed alle caratteristiche del singolo paziente possono dire di effettuare una terapia omeopatica

Come si diventa veterinario esperto in Omeopatia?

Come già detto, per la legge italiana ogni veterinario laureato ed abilitato all’esercizio della professione può prescrivere un medicinale omeopatico o omotossicologico.

Per potersi qualificare come esperto in Omeopatia nei confronti dell’utente, però, il veterinario deve avere un curriculum che risponda ad esigenze recentemente codificate della FNOVI, Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari, in accordo con disposizioni suggerite dagli stessi esperti

Requisiti indispensabili per la pubblicità dell’informazione sanitaria

relativa all’esercizio professionale nell’ambito delle medicine non convenzionali ( Agopuntura, Fitoterapia, Medicina Tradizionale Cinese, Omeopatia,Omotossicologia)

1) Laurea in Medicina Veterinaria e iscrizione all’Ordine

2) Esercizio della professione da almeno 3 anni

3) Formazione: certificazione attestante la partecipazione e la frequenza ad un corso di formazione teorico-pratico presso una scuola almeno triennale, con superamento di un esame finale

La scuola deve garantire i seguenti requisiti:

i docenti titolari/ordinari della formazione devono essere medici veterinari che abbiano nella materia di insegnamento gli stessi requisiti minimi richiesti per l’informazione pubblicitaria, salvo casi particolari di apporti di ulteriori competenze in riferimento alla didattica non prettamente clinica;

la scuola deve avere un minimo di tre docenti titolari e, comunque, la componente medico-veterinaria deve essere almeno di 2/3 del corpo docente;

il monte ore complessivo non deve essere inferiore a 450, con non meno di 100 ore di pratica clinica.

4) Formazione – Ulteriori requisiti:

– effettuazione di attività didattiche, anche non continuative, delle Medicine non Convenzionali;

– partecipazione a corsi formativi quali master universitari, seminari, corsi intensivi;

– partecipazione a convegni sulla materia negli ultimi cinque anni.

Lo svolgimento delle attività sopradescritte dovrà essere documentato dagli enti erogatori.

5) Nei casi in cui l’Ordine ritenga sussistere una acclarata competenza e professionalità clinica del richiedente, possono valutare, in alternativa ai requisiti di cui ai punti 3 e 4, il possesso di almeno tre dei seguenti requisiti:

– pubblicazioni inerenti la materia su libri e riviste mediche dotate di comitato scientifico;

– partecipazione a convegni inerenti la materia in qualità di responsabile scientifico o di relatore;

– effettuazione di attività didattiche, anche non continuative negli ultimi 5 anni, sulla materia;

– attestazione (certificazione) di pratica clinica nella materia, effettuata in una struttura pubblica e/o privata, per almeno 3 anni, rilasciata dal direttore e/o dal responsabile della struttura stessa.

Lo svolgimento delle attività sopradescritte dovrà essere documentato dagli enti erogatori.

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